“Yeah then I saw love disfigure me
Into something I am not recognizing

You will not see me fall, nor see me struggle to stand
To be acknowledge by some touch from his gnarled hands
You see, the cage, it called. I said, “Come on in”
I will not open myself up this way again”
— Phosphorescent - Song for Zula

My own Pandora’s vase

Oggi è una di quelle giornate in cui anche volendo non escono suoni dalla mia bocca. Oggi è una di quelle giornate in cui non parlare di me per nulla al mondo, perché pesa troppo.

“All of these lines across my face
Tell you the story of who I am
So many stories of where I’ve been
And how I got to where I am
But these stories don’t mean anything
When you’ve got no one to tell them to”

Non si può spiegare una tristezza così.

Non si può nemmeno pensare che si possa accumulare per sempre.


Charlotte Brontë, Jane Eyre

"Foi à Paiva Couçeiro no outro dia"

E l’ansia che mi prende quando non riesco subito a ricordare se Paiva Couçeiro è una via o una piazza e non riesco immediatamente a visualizzarla sul mio personale streetview di Lisbona.